Circa agli interessi della mia provincia ho ottenuto, mercè l'intercessione di Vostra Serenità, quanto per addesso desideravo. È ben vero che assai più avrei ottenuto se non fosse stato l'accennato disturbo di Candia. Intorno al negozio della guerra non mi ha dato risposta alcuna a bocca, dicendomi che nelle lettere risponsive si contenevano li suoi sentimenti; che però consegnatemi le lettere dirette a questo ecc.mo senato, insieme colle altre dirette al sommo pontefice, mi comandò che per due dei miei frati a posta le inviassi, acciò avessero sicuro recapito, e che colle scritture non toccassero i passi dell'Ottoman, ma che si inviassero per la strada di Moscovia, e che si accompagnassero con il suo ambasciatore quale egli inviava al re di Polonia. Tanto appunto eseguisco inviando per i miei frati alle Signorie Vostre Eccellentissime l'accennate lettere con affezionatissimo rendimento di grazie, promettendomi dalla loro benignità ogni possibile aiuto, in ogni altra occorrenza e bisogno di questi poveri cattolici, posti nel mezzo di tanti voracissimi lupi di scismatici ed infedeli, che fanno del continuo ogni sforzo per divorarli. E però le mie forze non sono sufficienti per difenderli se non vengo aiutato dalla pietà dei cristiani principi, e singolarmente da codesta Ser. Rep. che in pietà ogni altro eccede. Raccomando alla vostra benignità questi due padri, che invio; mentre per fine profondissimamente me le inchino augurandogli dalla Divina Maestà ogni bramata prosperità.
Da Naschirvan provincia dell'Armenia maggiore 10 agosto 1670.
Delle Vostre Signorie Serenissime
Umilissimo ed obbedientissimo servo
Fra Matteo Avanisens
Arcivescovo di Naschirvan.
Esp. Princ. Filza 87.
DOCUMENTO LVII.
Laudato sia il grande e onnipotente Iddio.
Potentissimo, maestosissimo ed altissimo principe, padrone e possessore del vasto dominio veneziano, signore e monarca di grandezza, maestà, giustizia e magnanimità, serenissimo possessore del manto della gloria, potente dominatore fra li re cristiani, di carità e di equità che non ha pari, qual s'assomiglia all'oceano che non ha paragone nella immensità, essendo nota a tutto l'universo la sua grandezza e potenza.
Dopo di che le portiamo colla presente che avendo la Serenità Vostra inviate sue da noi stimatissime lettere, per mano di Matteo vescovo di Naschirvan, dirette alla felice memoria del potentissimo nostro padre che ora gode stanze serene e gloriose nel paradiso; quali lettere sono state invece di lui a noi presentate, ed intesone il contenuto, alle quali si è fatta quella stima che meritano le grandezze cospicue di chi le ha inviate.