Ricercati da me se hanno qualche cosa da dire oltre alle predette lettere, dissero che già 4 anni fu spedito dalla sede apostolica con titolo di ambasciador di S. Santità. Matteo arcivescovo di Naschiwan dell'ordine di san Domenico con lettere al medesimo re, alle quali risponde, come pure ebbe lettere di Sua Serenità al medesimo re, e quelle che s'attrovano avere, sono le risposte. Mi dissero non aver d'avvantaggio, rimettendosi alle lettere e supplicando bene Vostre Eccellenze delle risposte che così hanno commissione dal re, perchè continui la buona corrispondenza colla Ser. Rep. instando d'esser spediti con celerità.
Aver nel viaggio così lungo patito molto e con un dispendio sopragrande, su di che si raccomandano alla somma benignità delle Eccellenze Vostre: instando pure di essere provveduti perchè possino far il viaggio per Fiorenza, che di là poi si porteranno a Roma e Parigi.
Tanto ho ricavato dai medesimi, in ordine ai comandi delle Eccellenze Vostre.
Esp. Principi.
DOCUMENTO LVI.
Serenissimi Signori,
Richiedevano le mie obbligazioni che in propria persona fossi venuto a render le dovute grazie a questo ecc.mo senato, ma la mia senile età, la lunghezza del viaggio, li gravissimi pericoli che si incontrano, mi impediscono e la soddisfazione del mio debito e la esecuzione del mio desiderio. Che però quel tanto non mi è permesso far di persona vengo a farlo colla penna, significandogli, come dopo gravissimi pericoli e di mare e di terra, singolarmente in Erzerum dove fui accusato per spia, giunsi in questa mia provincia e da qui poi mi trasferii in Ispahan, dove ritrovai appunto giunto l'ambasciatore di Polonia. Per molti affari del re fu ad ambidue procrastinata l'udienza per tre mesi. Venuto poi il tempo presentai le lettere delle Vostre Signorie Eccellentissime quali furono affettuosamente ricevute, et poi con la maggior efficacia possibile esposi la mossa della guerra contra del turco Ottomano conforme l'impostomi dalle Eccellenze Vostre e fui benignamente ascoltato. Mi domandò poi il re minutamente di tutti i principi cristiani, del loro numero, grandezza e potenza; e di codesta Ser. Rep. dissi quel tanto che in verità si doveva che non era ad altri inferiore. Per ottenere poi l'espedizione sono stato trattenuto sette mesi. La causa di tanta dilazione fu la nuova che sopraggiunse della resa di Candia dal re sentita al maggior segno, che mi disse queste parole:
Come! principi cristiani m'invitano alla guerra col turco, mentre essi hanno resa una piazza tanto tempo difesa, quasi che temano della loro propria potenza?
Non mancai far ogni sforzo per giustificar questo fatto, procurando di renderlo capace nel miglior modo fosse possibile.