Una breve relazione del viaggio da Venezia alla Persia e di quella regione, fatta da un anonimo veneziano alla fine del secolo XVI, trovasi fra i documenti [[Documento LXXXIV]] di questo lavoro, tratta dai nostri codici.

Secondo il Foscarini, che ne deduce la notizia dall'elogio funebre di Ottaviano Bon, scritto dal vescovo Giovanni Lollino, pare che anche il Bon, abbia nei primi anni del secolo XVII descritta la guerra, che i Persiani sostennero contro Amurath I, ma tale relazione ci è ignota.

Tuttora sono poi inedite per la maggior parte le preziose relazioni fatte dai consoli veneti nella Siria, le quali tutte discorrono con interessanti particolarità della Persia, e specialmente quella di Alessandro Malipiero, 16 febbraio 1596, e la terza di Giovanni Francesco Sagredo, l'amico di Galileo, scritta nel 1612 e che è irreperibile[169].

Ambrogio Bembo trovandosi insieme ad un suo zio console veneto in Aleppo, intraprese nel 1670 un viaggio alle Indie orientali, che durò quattro anni. — La relazione di questo viaggio, della quale una parte è dedicata alla Persia, trovasi nel Morelli: Dissertazione sopra alcuni viaggiatori veneziani poco noti.

Intorno a quel tempo arrivarono pure in Venezia alcuni padri Domenicani spediti dal re della Persia, i quali in seguito ad invito del senato dettarono una Relazione sulli viaggi di Persia, che per decreto del 1673 fu inserita nei Commemoriali [[Documento LXXXV]].

Finalmente nei dispacci dei veneti ministri in levante si incontrano copiose e particolareggiate le notizie delle cose persiane, che essi apprendevano da appositi inviati in quella regione: avvegnachè il conoscere le intime condizioni della Persia, pei noti rispetti del comune nemico e del reciproco commercio, assai importasse alla repubblica di Venezia.


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