Seleuco IV, re di Siria, [204].

Selva Arsia, [46].

Sempronio (T. Longo) (cons. 218 a. C.), inviato in Sicilia, [150]; richiamato, [151]; a Rimini, [151]; si congiunge con P. Cornelio Scipione, [152]; battuto alla Trebbia, [153-54].

Sempronio (T. Gracco) (cons. 172 e 163), [234]; sua buona amministrazione in Spagna, [234].

Sempronio (T. Gracco), [229]: questore in Spagna, [237]; figlio del console del 177; cognato di Scipione Emiliano e genero di Appio Claudio (il cons. del 143 a. C.), [234]; trib. pl. (133 a. C.), [235]; sua legge agraria, [236] sgg.; sua proposta relativa al tesoro del morto re Attalo e alla provincia di Asia, [241]; si ripresenta al tribunato del 132 a. C., [242]; sua morte (133 a. C.), [242-243].

Sempronio (C. Gracco), uno dei tresviri agris adsignandis, [269]; questore e proquestore in Sardegna, [248]; accusato per la insurrezione di Fregellae, [248]; trib. pl. (123 a. C.), [248] sgg.; suo programma, [248] sgg.; e i cavalieri, [249-250]; rieletto trib. pl. (122 a. C.), [252]; sua legge per la cittadinanza agli Italici, [254-55]; a Cartagine, [255]; sua morte (121 a. C.), [256-57].

Sena Gallica (Sinigaglia), colonia dei Romani, [97].

Senato, nell’età regia, [14]; riforma di Tarquinio Prisco, [22]; dopo la caduta della monarchia, [32]; liberti nel Senato, [84]; e comizi tributi, [95]; divieto ai senatori di commerciare (218 a. C.), [136]; politica senatoria dopo la seconda punica, [179-81]; accrescimento di potere, [181-82]; i senatori e la legge agraria sempronia, [237]; giurisdizione penale, [249]; i senatori governatori di province, [250]; contro C. Gracco, [255]; coalizione coi cavalieri dopo il 100 a. C., [289] sgg.; nelle leggi di Livio Druso, [299], [300]; nuovi screzii coi cavalieri, [310] sgg.; e le leggi sulpicie (88 a. C.), [312]; i senatori riacquistano il potere giudiziario, [334]; fatti inamovibili da Silla, [335]; numero dei senatori fissato da Silla, [336].

Senatus consultum ultimum, [242], [256-57].

Senoni. V. Galli.