[77]. Circa i rapporti tra Roma e l’Armenia, nel tempo di Nerone, cfr. Furneaux, The Roman Relations with Parthia and Armenia from the time of Augustus to the death of Nero, Annals of Tacitus, II, Oxford 1896, pp. 96 sgg.; W. Henderson, The chronology of the wars in Armenia, A. D. 31-63, in The Classical Review, XV, 1901; A. Abruzzese, Le relazioni politiche tra l’impero e l’Armenia da Claudio a Traiano, in Bessarione, 1912, pp. 22 sgg.
[78]. Sui rivolgimenti portati da Nerone nell’educazione pubblica, cfr. Barbagallo, Lo stato e l’istruzione pubblica nell’impero romano, Catania, Battiato, 1911, pp. 61 sgg.
[79]. Di queste guerre non c’è notizia negli scrittori antichi: ma esse risultano da monumenti epigrafici: cfr. C. I. L., 14, 3608, ll. 11 sg.
[80]. Svet. Claud., 25.
[81]. Tac., Ann., 15, 44: primo correpti qui fatebantur.
[82]. Sull’incendio di Roma, come su tutti i problemi storici insolubili, è stata scritta una biblioteca. Uno degli studi più recenti è quello di C. Pascal, L’incendio di Roma e i primi cristiani, in Fatti e leggende di storia antica, Firenze, 1903. E. Caiati (Una nuova ipotesi sull’incendio neroniano, in Riv. d’Italia, 31 maggio 1916) ne ha testè fatti responsabili i Pisoni.
[83]. Sulla congiura dei Pisoni, vedi il bel volume di C. Marchesi, Seneca, Messina, 1920 pp. 176 sgg. e passim. Se si possono fare delle riserve sugli altri personaggi, il filosofo è dipinto con mano maestra.
[84]. Di tali giudizi, più che in Tacito, si scopre la traccia negli autori a cui attinse Eutropio, 7: [Nero] imperium romanum et deformavit et deminuit.... Armeniam Parthi sustulerunt....
[85]. Cfr. Tac., Ann., 14, 38 e 39.
[86]. Su questo disegno cfr. Pfitzner, Geschichte der Kaiserlegionen, Leipzig, 1881, pp. 39 sg.; Henderson, The Life of the Emperor Nero, London, 1903, pp. 226-227.