Seleucia, [87], [143].

Selinunte, [55].

Senato (Il), composizione, [31-32]; e la elezione imperiale, [3]; e Galba, [1]; e Ottone, [6]; e Vitellio, [10]; nella guerra civile del 69-70 e Vespasiano, [17]; riforma di Vespasiano, [23] sgg.; conseguenze, [25], [30]; e Domiziano, [30], [34]; e l’elezione di Nerva, [39-40]; e Traiano, [41-42], [46-47]; e Adriano 58-59, [62]; e Antonino Pio, [84]; e M. Aurelio, [91]; sua importanza nell’Impero, [99-100]; menomazione dei suoi poteri sotto Commodo, [102]; restaurazione dei suoi privilegi con Pertinace, [103]; e Settimio Severo, [108], [110], [111], [113-114], [117], [119-120]; e Caracalla, [123]; e Macrino, [125]; restaurazione senatoria sotto Severo Alessandro, [127] sgg.; dopo la morte di Alessandro, [132] sgg.; dopo la morte di Aureliano, [142]; e Tacito, [142]; e Probo, [143]; dopo Diocleziano, [166], [197]; il S. costantinopolitano e Giuliano l’Apostata, [222]; il S. romano e Ricimero, [268].

Senecione, congiura contro Costantino, [185].

Sens (in Gallia), [216].

Servitù della gleba, [245-46].

Settimio Severo (L.), origini e carattere, [107]; acclamato imperatore dalle legioni di Pannonia, [104]; sconfigge Didio Giuliano, [108]; e il Senato, [108], [110], [111]; scioglie la Guardia del Pretorio, [108]; fa suo collega Clodio Albino, [108-9]; sconfigge Pescennio Nigro, [109]; si fa adottare da M. Aurelio, [109]; sconfigge Clodio Albino, [111]; carattere del suo governo, [111] sgg., [118] sgg.; e l’ordine equestre, [113], [114]; e l’esercito, [113], [114]; guerra coi Parti (197-98), [114] sgg.; in Oriente, [115]; editto sui Cristiani, [115]; fa colleghi all’impero i figliuoli, [118]; in Britannia (208), [118]; guerreggia in Caledonia, [118]; muore (4 febbraio 211), [118]; sua Corte, [118-119].

Severo Alessandro (M. Aurelio), figliuolo di Mamea, [125]; collega di Eliogabalo, [127]; imperatore unico, [127]; carattere del suo governo, [127] sgg.; guerra persiana, [129-30]; guerra germanica, [130-31]; ucciso (235), [131].

Severo (Fl. Valerio), Cesare (305), [177]; Augusto (306), [179]; costretto ad abdicare (307), [180]; deposto, [180-81].

Sicilia, nella tetrarchia dioclezianea, [163]; attaccata da Genserico, [263], [267].