Tutto tace e riposa:
sol la fonte segreta
a la notte obliosa
mormora, e cheta
con l’eterne fluenti
sue sorti, inavvertita,
nei muti cuor dormenti passa la vita.
Da quegli splendori mattutini la poesia ebbe forza a trarmi, sotto il gelido sguardo della luna, tra i pallidi fantasmi delle notti invernali:
Morta del cielo antica,
quale malia nemica