— Dopo l’America, la signorina Henriquez.... Due limiti, andiamo, non è un po’ troppo: anche per Colombo?

Da quel momento la dissoluzione della piccola società natante precipitò. Ritrovi, crocchi, relazioni, tutto fu messo sossopra dall’agitazione dell’arrivo: tutti andavano e venivano frettolosi ed inquieti; febbrile addirittura la signora Feldmann che, aiutata da Lisetta, preparava i suoi numerosi bagagli, in modo da poter correre senza indugio al treno di Parigi.

Pranzammo in fretta, tutti distratti, con la testa al domani e alla terra: dopo il pranzo ricominciò l’agitazione ed il via vai.... Ci fu molto sussurro, tra i viaggiatori meno letterati, verso le nove, quando dal ponte, attraverso le finestre, la signora Feldmann fu vista nel refettorio confabulare con il capo dei camerieri e pagare il suo conto.

— Quanto gli darà di mancia?

— Mille lire?

— Ora che i miliardi sono sfumati?

— E il regalo, ce lo fa poi, sì o no? — aggiunse a un tratto la moglie del dottore di San Paolo.

— Campa cavallo, che l’erba cresce — disse la bella genovese, ironica.

— Eppure — replicò l’altra — Lisetta mi ha detto di sì: che ce lo farà....

— Lisetta è una bugiarda, che si burla di noi, d’accordo con la sua padrona. Ma quanto gli ha dato di mancia? sarei curiosa di saperlo — replicò l’altra.