Spigoliamo quindi nel Libro Bianco tedesco e ritroveremo un dispaccio spedito dall’imperatore di Germania all’imperatore di Russia, nella notte dal 29 al 30, all’una del mattino, e scritto in tono ben diverso dal dispaccio del 28:
«Il mio ambasciatore è stato incaricato di richiamare l’attenzione del Tuo Governo sui pericoli della mobilitazione. L’Austria-Ungheria ha solamente mobilitato una parte del suo esercito e contro la Serbia. Se la Russia, come pare sia intenzione Tua e del Tuo Governo, mobilita contro l’Austria-Ungheria, la parte di mediatore che Tu mi hai affidata con così viva istanza e che io ho accettata per farti piacere, diventa impossibile o quasi. Ormai tutto dipende da Te, come sopra di Te peserà la responsabilità della guerra e della pace» (L. Bianco, 23).
Leggiamo quindi un dispaccio spedito il 30 luglio dall’ambasciatore d’Inghilterra a Pietroburgo, per raccontare ciò che era avvenuto il 29:
«L’ambasciatore di Francia ed io abbiamo fatta visita al ministro degli affari esteri questa mattina (30 luglio). Sua Eccellenza ci ha raccontato che ieri nel pomeriggio l’ambasciatore di Germania gli ha detto che la Germania era pronta a garantire per conto dell’Austria-Ungheria la integrità della Serbia: il sig. Sazonoff ha risposto che ciononostante la Serbia potrebbe cadere sotto il vassallaggio dell’Austria come Bucara è caduta sotto il vassallaggio della Russia e che una rivoluzione scoppierebbe in Russia se il Governo tollerasse una cosa simile.
«Il sig. Sazonoff aggiunse che la Germania faceva preparativi militari contro la Russia, specialmente in direzione del golfo di Finlandia; il Governo ne aveva prove incontestabili.
«L’ambasciatore di Germania ebbe un secondo colloquio col sig. Sazonoff durante la notte, alle ore 2 antimeridiane. L’ambasciatore è scoppiato in pianto (completely broke down) quando capì che la guerra era inevitabile. Supplicò allora il sig. Sazonoff di suggerirgli qualche cosa da poter telegrafare al suo Governo, come ultima speranza. Per contentarlo il sig. Sazonoff scrisse in francese e gli consegnò la formola seguente: Se l’Austria, riconoscendo che la questione austro-serba ha assunto il carattere di una questione europea, si dichiara pronta a eliminare dal suo ultimatum i punti che portano pregiudizio ai diritti sovrani della Serbia, la Russia si impegna a cessare dai preparativi militari.
«Se questa proposta sarà respinta dall’Austria, sarà decretata la mobilitazione generale. La guerra europea sarà allora inevitabile. Gli animi sono qui così eccitati, che se l’Austria non fa concessioni, la Russia non potrà più indietreggiare. La Russia, poichè sa che la Germania si prepara, non può indugiare molto a convertire la sua mobilitazione parziale in mobilitazione generale» (G. B., 97).
Nè meno importante è il dispaccio che il Paléologue, ambasciatore di Francia alla Corte russa, inviava da Pietroburgo il 30 (L. Giallo, 103):
«L’ambasciatore di Germania è venuto questa notte a insistere di nuovo, ma in termini meno categorici, presso il sig. Sazonoff perchè la Russia cessi dai suoi preparativi militari, affermando che l’Austria non avrebbe intaccato l’integrità territoriale della Serbia.
« — Non è soltanto l’integrità territoriale della Serbia che noi dobbiamo preservare — ha risposto il sig. Sazonoff — è anche la sua indipendenza e la sua sovranità. Noi non possiamo ammettere che la Serbia diventi vassalla dell’Austria.