«Dissi che, a mio parere, il miglior modo per impedire la guerra generale erano le trattative per una conferenza a quattro (Germania, Francia, Inghilterra, Italia) e un contatto diretto fra l’Austria-Ungheria e la Russia, al modo stesso circa che era stato fatto nei momenti più critici della crisi dell’anno scorso.
«Dissi all’ambasciatore che dopo le concessioni fatte dalla Serbia non sarebbe stato difficile trovare un compromesso, purchè ci fosse un po’ di buona volontà da parte dell’Austria, e purchè tutte le Potenze si adoperassero per la conciliazione».
(Comunicato agli ambasciatori in Inghilterra, in Francia, in Russia, in Austria e in Italia).
Finalmente dunque la Germania faceva quel che l’Europa tutta le chiedeva da cinque giorni: metteva la sua autorità a servizio della pace e non dell’Austria. Come si spiega questo mutamento improvviso? Anche questo è un mistero. Andando per congetture, non pare improbabile che il Governo tedesco e il Governo austriaco abbiano cominciato a capire, il giorno 28, che il Governo russo faceva questa volta sul serio. Di ciò troveremmo conferma nel Libro Rosso austriaco, dove si legge un dispaccio spedito il 28 luglio dal conte Berchtold all’ambasciatore austriaco in Berlino e di cui ricopio il testo dalla versione ufficiale italiana:
«Prego V. E. di recarsi immediatamente dal Cancelliere dell’Impero o dal segretario di Stato e di partecipargli, a mio nome, quanto segue:
«Secondo notizie analoghe, pervenuteci da Pietroburgo, Kiew, Varsavia, Mosca e Odessa, la Russia fa ampi preparativi militari. Il signor Sazonoff ha dato veramente, come il ministro della guerra russo, la sua parola d’onore, che finora non fu ordinata alcuna mobilitazione: quest’ultimo però comunicò all’addetto militare tedesco, che le circoscrizioni militari vicine all’Austria-Ungheria, cioè Kiew, Odessa, Mosca e Kazan verrebbero mobilizzate, ove le nostre truppe varcassero il confine serbo.
«Date tali circostanze, vorrei pregare istantemente il Gabinetto di Berlino, che esaminasse l’eventuale opportunità di prevenire amichevolmente la Russia, che la mobilitazione di quei distretti militari significherebbe una minaccia all’Austria-Ungheria e che perciò, se venisse realmente effettuata, tanto la Monarchia quanto l’alleata Germania dovrebbero prendere da parte loro le più vaste contromisure militari.
«Per facilitare alla Russia una eventuale resipiscenza, ci sembrerebbe indicato che un tale passo venisse fatto dapprima dalla sola Germania: pure noi saremmo naturalmente pronti ad associarvici.
«L’essere espliciti mi parrebbe in questo momento il mezzo più efficace per far intendere alla Russia l’intero significato di un contegno minaccioso» (L. Rosso, 42).
Il Governo austriaco incomincia dunque già a inquietarsi per gli apparecchi militari della Russia durante il giorno 28, e perciò prega la Germania di ripeter la mossa riuscita così bene nel 1909. Chi ripugni dunque dal voler attribuirgli accorgimenti e piani troppo reconditi, può supporre che la sera del 28 il Governo tedesco si sia accorto, paragonando le notizie di Pietroburgo e quelle di Vienna, che le cose si mettevano al pericolo; e che, spaventato, abbia voluto cercare qualche riparo.