Tutte, in generale, le chiese di questa parte della pianura fiorentina sono di origine antichissima e conservano, oltre che parte della loro struttura primitiva, opere d'arte di notevole pregio e ricordi di insigni famiglie che vi ebbero diritti patronali, cappelle e sepolture.
S. MARTINO ALLA PALMA — CIBORIO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
S. Martino a Brozzi, l'antica pieve della quale tutte queste chiese sono suffraganee, serba tracce della sua antica e severa costruzione del XI secolo e possiede diverse opere di scultura degne di ricordo, come il fonte battesimale di marmo, costituito di frammenti del primitivo fonte del XII secolo, riuniti e completati nel XVI, e due graziosi tabernacoli o ciborî ricchi d'ornati del XVI secolo.
Più interessante è il corredo artistico della chiesa di S. Andrea a Brozzi che fu un giorno di patronato dei Mazzinghi. Più specialmente sono degni di ricordo: un affresco raffigurante la Vergine in trono col bambino Gesù ritto sulle ginocchia ed i Santi Sebastiano e Giuliano ai lati, opera di squisita fattura che può attribuirsi a Domenico Ghirlandajo, ed una grandiosa croce dipinta da Giuliano d'Arrego, detto il Pesello. A questi due dipinti meritevoli di figurare in una chiesa di maggiore importanza e degni di un museo, sono da aggiungersi: un'ancona d'altare coll'Annunciazione ed i Santi Eustachio e Antonio abate della maniera di Lorenzo Monaco; una tavola che si attribuisce a Francesco di Giovanni Botticini, colla Vergine, il putto, S. Sebastiano, S. Bartolomeo, S. Jacopo e S. Antonio abate fatta nel 148....; una lunetta coll'Eterno Padre che ricorda la vigoria di Alessio Baldovinetti; un affresco del XVI secolo colla figura di S. Alberto monaco e S. Sigismondo, indicati da una singolare iscrizione, il primo come devoto della febre quotidiana e terzana ed il secondo de la febre quartana, allusioni queste alle febbri palustri che in que' tempi infestavano questa bassa pianura.
Altre chiese vicine sono S. Lucia alla Sala che possiede due tabernacoletti della maniera di Giuliano da Majano, S. Donnino a Brozzi nella quale si conserva un'interessante ancona giottesca, S. Piero a Ponti che ha sulla porta una lunetta di Giovanni Della Robbia colle figure della Vergine, del bambino e degli apostoli Pietro e Paolo.
Ultima fra le chiese di questo vasto piano ricorderemo quella di S. Mauro, volgarmente detta di S. Moro, nella quale sono da ammirarsi altre due di quelle opere robbiane che sono sparse con tanta profusione nelle chiese della Toscana: un bel dossale d'altare della maniera di Giovanni Della Robbia colla Vergine in trono, il bambino Gesù, due santi e due angeli volanti che sostengono una corona; un ciborio di squisita fattura con esuberante ricchezza d'adornamenti che può attribuirsi all'ultima maniera di Andrea Della Robbia.