BADIA A SETTIMO — RELIQUIARIO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
È la tribuna maggiore di elegantissimo stile del rinascimento, con squisite decorazioni architettoniche e con un vaghissimo fregio di terracotta invetriata dei Della Robbia. Il nome di Filippo di Brunellesco si presenta immediatamente alla mente dell'osservatore di questa cappella che ha una strettissima analogia colla bellissima sagrestia di S. Felicita di Firenze. Sotto la chiesa è l'ampia cripta del XI secolo a grandi vôlte, sostenuta da colonne; ma ridotta sciaguratamente ad un serbatojo di acque che vi s'infiltrano continuamente, essendo l'attuale piano della Badia inferiore al livello ordinario delle magre del vicino Arno.
LASTRA A SIGNA — MURA DEL CASTELLO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Degne della bellezza generale del fabbricato sono alcune sue parti originarie, come il piccolo refettorio, il quartiere dell'abate, l'esterna chiesa già parrocchiale di S. Lorenzo, oggi ridotta a stanza mortuaria, il campanile. Questo campanile di forma originalissima, che muove da un basamento circolare per diventar poi esagono, ricordando la struttura di alcuni campanili pisani, è stato attribuito a Nicola, a Giovanni Pisano, a frate Guglielmo; e le congetture più strane si sono per qualche tempo basate sulla interpretazione di una iscrizione latina abbreviata, nella quale le fantasie degli eruditi credevano di trovare il nome dell'architetto o del presunto fondatore, il conte Guglielmo Bulgaro. Invece, sciolte le abbreviazioni, l'iscrizione dice semplicemente: Gloria sia a te o Signore.
LASTRA A SIGNA — PORTA FIORENTINA. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Delle opere d'arte quivi raccolte, trasportate poi altrove in gran numero, del prezioso archivio, fonte di preziosi documenti, che ebbe sorti anche più disgraziate, sarebbe lungo il parlare. Basterà accennare invece a quegli oggetti che, avanzi di un patrimonio artistico di un pregio incalcolabile, costituiscono sempre un ricco corredo della chiesa, ridotta oggi a semplice parrocchia.