LASTRA A SIGNA — ANTICO SPEDALE DI S. ANTONIO.

In fatto di pitture poche ne rimangono, dopo che due belle tavole ghirlandajesche vennero trasferite per sottrarle ai danni dell'umidità nel cenacolo di S. Apollonia. In chiesa sono degne di nota: una tavola colla Vergine, il bambino e due angeli, che sorreggono una cortina, attribuita a Fra Bartolommeo, ed un'altra che raffigura il martirio di S. Lorenzo, opera firmata di Domenico Buti, colla data 1574. Di antichi e pregevoli affreschi sussistono alcuni avanzi nell'antico refettorio piccolo, mentre nella cappella di S. Quintino veggonsi le pareti e la vôlta adorne di freschi dipinti da Giovanni da S. Giovanni nel 1629.

Preziosa opera di scultura del più bel risorgimento fiorentino è il ciborio di marmo di fattura squisita, attribuito da taluno a Donatello, ma che ricorda piuttosto il fare di Antonio Rossellino.

Fra i molti reliquiarî che fin dal tempo dei Cistercensi vennero raccolti in un grande armadio, diversi, per eleganza di forme e per squisitezza di fattura, ricordano l'epoca più felice dell'oreficeria fiorentina. Il più importante è quello a forma di tabernacolo con figure e ornati lavorati a bulino ed a rapporto, che reca la data 1479; di notevolissimo pregio è pure un altro tabernacolo di stile ogivale con pilastri laterali, statuette e delicati ornamenti colla identica data ed il nome del monaco Niccolò di Bernardo Broli che lo fece eseguire. Un altro è a forma di candelabro sormontato da un vago tempietto; a forma pure di tempietto cuspidato con ricco piede è un quarto, e l'ultimo finalmente è costituito da un ciottolo, sul quale è assicurata la figuretta di S. Stefano. Anche questi reliquiarî appartengono all'arte fiorentina del XV secolo.

S. STEFANO A CALCINAJA — AFFRESCO NELL'ATRIO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).

Sono questi i resti ed i ricordi di un patrimonio che dovette essere di una ricchezza degna dello splendore di questo storico e singolare monumento, che certo deve annoverarsi fra i più interessanti edifici monastici d'Italia.