Lasciando la Badia e proseguendo a percorrere la pianura verso Signa, altri luoghi si incontrano che per ricordi storici e per pregi d'arte meriterebbero un più diffuso ricordo. A S. Colombano a Settimo è la casa che fu culla della famiglia di Benozzo Gozzoli; al Ponte a Stagno è un tabernacolo dipinto da Neri di Bicci; a S. Maria a Castagnolo una delicata Vergine col bambino modellata da Andrea Della Robbia ed un'ancona dei primi del XV secolo.

A mezzogiorno s'inalza poi l'alto poggio di S. Romolo, che ha nome dall'antica chiesa di S. Romolo a Settimo, attorno alla quale ebbero fin da tempi remoti ampi possessi e turrite dimore molte celebri famiglie fiorentine, come i Della Bella, i Barbadori, i Rinucci, gli Albizzi ecc.

CHIESA DI S. MARTINO A GANGALANDI — CAPPELLA DEL BATTISTERO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).

Giù nel piano, dove si biforcano la vecchia e la nuova via Pisana, è il castello della

Lastra a Signa o a Gangalandi. — Il più antico nome di questo castello è quello di Lastra a Gangalandi, perchè di Gangalandi s'intitolava il comune che aveva per centro e sede la chiesa di S. Martino a Gangalandi. Modesto borgo posto nel luogo dove la via Pisana staccandosi dal piano del fiume si dirigeva verso il poggio di Malmantile, la Lastra venne dalla Repubblica Fiorentina cinta di mura e difesa da torri, quando le milizie pisane, guidate dall'ardito condottiero inglese Giovanni Aguto, cominciarono a scorrazzare nel 1377 per il contado fiorentino. Un più solido e regolare sistema di fortificazioni ebbe la Lastra nella prima metà del secolo successivo sotto la direzione di Filippo di Brunellesco, l'architetto di S. Maria del Fiore, il quale sapeva egualmente dedicare l'ingegno suo alle manifestazioni più geniali dell'arte, come alle opere di architettura militare destinate a proteggere le terre della Repubblica.