VEDUTA DELL'ARNO E DEL BORGO DI BRUCIANESE. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Montelupo non ha grande importanza nella storia della nostra regione, perchè domati gli orgogliosi Conti di Capraja e caduta la loro residenza in possesso dei Fiorentini, si ridusse ad un modesto luogo d'osservazione affidato alle cure di un castellano e di pochi soldati che dovevano soprattutto guardare il ponte che attraversava il fiume Pesa.
Però più che per le vicende storiche, Montelupo acquistò importanza per la copia di fabbriche e di fornaci dalle quali uscivano terraglie e maioliche formate col limo dell'Arno.
Erano in generale oggetti d'uso comune, caratteristici per forma, ma rozzi di fattura; però vi fu un lungo periodo di anni nel quale il gusto ed il sentimento artistico influirono anche su questa industria paesana, la quale diffuse dovunque piatti con figure dipinte, grossolane immagini sacre e specialmente una quantità di piccoli vasi da vino e da acqua chiamati boccali, divenuti così comuni, che per denotare cose universalmente note si soleva dire che erano scritte anche sui boccali di Montelupo.
L'ARNO PRIMA DI MONTELUPO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
La storia della ceramica di Montelupo meriterebbe una diffusa illustrazione che nel caso nostro sarebbe superflua ed inopportuna: basterà rilevare che allo sviluppo artistico di questa produzione locale influirono specialmente gli artefici che, chiamati qui da Faenza fino dal XV secolo, seppero imprimerle il gusto e la leggiadrìa proprî di quell'arte fiorentissima nella loro città. Montelupo ha saputo serbare fino a' nostri tempi una certa supremazia in tal sorta di lavori, e se negli ultimi tempi il sentimento artistico cedette completamente il posto ai generi d'uso comune, oggi quel sentimento torna ad allietare i prodotti delle sue vecchie fornaci.
Edifizi d'importanza speciale non esistono in questo pittoresco luogo. Il Palazzo Pretorio, oggi del Comune, non serba che gli stemmi di alcuni Podestà che vi risiedettero, il vecchio castello e la chiesa che vi stava dentro non son più che un ammasso di rovine, e nulla d'interessante si riscontra nemmeno nella casa dove la tradizione afferma avesse i natali Baccio da Montelupo, valente scultore della prima metà del XVI secolo.