MONTELUPO — CHIESA DI S. GIOVANNI EVANGELISTA. BOTTICELLI: MADONNA COL BAMBINO E SANTI. (Fot. Alinari).

Ed ora, chiusa questa breve divagazione, ritorniamo senz'altro sulle rive dell'Arno.

Dice un vecchio dettato fiorentino:

Da Montelupo si vede Capraja,

Dio fa le persone e poi le appaja.

Capraja sorge dirimpetto a Montelupo sopra ad un poggetto scosceso che colle sue balze franose va lentamente precipitando nell'Arno che ne corrode la base. Di origine remota, fu il castello, feudo di un ramo dei Conti Alberti di Mangona che si chiamò dei Conti di Capraja, famiglia che ebbe grande autorità ed importanza, tanto che varî individui da essa derivanti, chiamati in Sardegna, furono Giudici o governatori della Gallura e di Arborea. Ma a parte i diritti dei suoi conti, su Capraja dominarono soprattutto i Pistojesi i quali nelle fiere lotte delle fazioni, tennero costantemente ben munito quel forte castello che poteva considerarsi come una vedetta, come una minaccia permanente a danno dei luoghi dell'opposta riva del fiume facenti parte del contado fiorentino. Ciò che dette ragione ai Fiorentini di edificare proprio di fronte a Capraja, per paralizzarne l'azione, il forte castello di Montelupo.