Seguendo per un piccolo tratto il corso del fiume Elsa, che dai monti senesi reca all'Arno l'abbondante tributo delle sue acque limpidissime, troviamo la chiesa di Pianezzole o del Terrafino, la quale possiede un pergamo che riproduce esattamente nelle sue forme architettoniche e decorative quello che Benedetto da Majano fece in S. Croce di Firenze per i Mellini, salvo che vi mancano i bassorilievi negli specchi. Ascendiamo il declivio di un poggetto che sporge fra le valli dell'Elsa e dell'Arno, e ci troveremo a Monterappoli, modesto ma pittoresco villaggio che fu un giorno capoluogo di un comune assorbito più tardi dal maggior comune di Empoli. A Monterappoli sono due chiese: S. Lorenzo e la Pieve di S. Giovanni Evangelista. La prima non ha d'importante che un affresco botticellesco rappresentante S. Sebastiano; la seconda invece conserva all'esterno le forme eleganti e le originali e caratteristiche decorazioni di una chiesa di carattere lombardo. Facciata, fianchi, abside sono a cortina di mattone con leggiadre ornamentazioni e nell'architrave della porta sussiste un'iscrizione che ricorda il nome dell'artefice che ideò e costruì il pregevole edifizio, un Bonserio lombardo, il quale dev'essere stato uno dei tanti maestri comacini chiamati ad esercitare l'arte loro in Toscana.

S. MINIATO — DALLA CHIESA DI S. PIETRO ALLE FONTI. (Fot. Alinari).

Presso Monterappoli, sul cocuzzolo di una bassa collina, un vecchio e caratteristico castello prospetta la sua fronte merlata verso la valle dell'Arno. È il castello del Cotone posseduto in antico dalla potente famiglia fiorentina degli Spini, poi dagli Scarlatti, celebrato dal Redi nel suo Ditirambo per la squisitezza dei vini prodotti da que' prosperosi grappoli dai quali il vicino Monterappoli trasse il nome e lo stemma.

SAN MINIATO.

All'estremità occidentale del piano empolese, sopra il vertice ondulato di un poggio che a guisa di sprone si protende verso la valle dell'Arno, distende la lunga linea dei suoi edifizi la città di San Miniato, alternativamente chiamata al Tedesco e al Fiorentino, capoluogo di un vasto circondario della provincia di Firenze. La lunga e irregolare distesa delle sue case biancheggianti, interrotta di tanto in tanto dalla massa grandiosa di chiese e di palagi, coronata di torri e di campanili, segue le sinuosità del monte ed a chi la guarda da lontano dà l'idea che San Miniato sia una ampia e popolosa città. Invece, San Miniato, se possiede una storia e tradizioni gloriose da fare invidia a centri molto più importanti, non può considerarsi che come un lunghissimo borgo che di tanto in tanto si allarga per costituire delle piazze e che si dirama in piccole e brevi strade minori.

S. MINIATO — CATTEDRALE. (Fot. Alinari).