S. MINIATO — PALAZZO GRIFONI. (Fot. Alinari).

Altra opera di pregio singolare è un tondo di terracotta invetriata rappresentante l'Annunciazione, leggiadrissimo lavoro di Andrea o, meglio, di Giovanni Della Robbia, proveniente dalla soppressa chiesa monastica di S. Martino. Al disotto del piano della chiesa è l'ampia cappella di S. Urbano, tutta decorata di buoni affreschi del XVI secolo.

Grandiosi palazzi di buona architettura sorgono sulle piazze e lungo le strade pittoresche di questa quieta e caratteristica città.

Il Palazzo Comunale, fondato nel XIV secolo per uso di residenza de' magistrati cittadini, non ha esternamente interesse di sorta; ma nell'interno conserva intatto il salone o l'Udienza del Consiglio, salone che pochi anni addietro venne convenientemente ristaurato. In una delle sue pareti è un affresco della maniera dei Gaddi dipinto nel 1393 a tempo di un vicario di casa Guicciardini e rappresenta la Vergine in trono, circondata dalle Virtù Teologali. Tutte le altre pareti e le vôlte sono adorne di stemmi e d'imprese dei Vicarî della Repubblica Fiorentina.

S. MINIATO — CAPPELLA DI FORTINO — TAVOLA DELLA SCUOLA DEL GHIRLANDAJO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).

Al pianterreno, sotto la sala del Consiglio, è l'Oratorio della Madonna di Loreto detto del Loretino, che serviva alle cerimonie religiose pubbliche e private della magistratura cittadina. La cappella è di forma graziosa e ricca di adornamenti che un recente incendio espose ai più gravi rischi. Le pareti sono adorne di affreschi assai deteriorati della prima metà del XV secolo e l'altare di legname è di squisitissimo e delicato lavoro del XVI secolo. Framezzo alle leggiadre decorazioni intagliate e dorate è un gradino con piccole storie che sanno della maniera di Ridolfo del Ghirlandajo o del Sogliani. Il bel cancello di ferro battuto che chiude la cappella porta il nome dell'artefice, Lello di Siena.