Firenze e Pisa, vinti e soggiogati i signorotti che tiranneggiavano sui poveri abitanti della campagna, che taglieggiavano i viandanti, affermata la rispettiva loro potenza colla costruzione di gagliarde rocche, si contesero a palmo a palmo l'ampio e fecondo territorio che si distendeva sulle due rive dell'Arno fra l'una e l'altra città. Nè furono soltanto le schiere delle milizie delle due repubbliche perpetuamente rivali che nei piani e sui colli del Valdarno sfogavano in sanguinose battaglie e in audaci scorrerie le ire loro; militi di altre repubbliche toscane, Lucca, Siena, S. Miniato, e gente mercenaria al soldo d'Imperatori, di Papi, di Signori di stati italiani e stranieri vennero pure a portar la strage e la desolazione in questi luoghi che la natura aveva deliziati col più lieto de' suoi sorrisi.
Firenze e Pisa munirono il loro territorio di forti castelli, circondarono di mura i borghi aperti, sicchè la via che collegava le due città, non fu che un seguito di luoghi fortificati. Così pure Lucca e Pistoja proclamarono la loro preponderanza sui castelli posti sulla riva destra del fiume, mentre gl'Imperatori di Germania, dall'alto della rocca di S. Miniato, affermavano il loro dominio, confidato alle cure de' Vicarî.
Trascorsero que' secoli paurosi, lasciando dovunque le tracce delle aspre lotte; cessarono, col sorgere della signoria Medicea che i gagliardi sentimenti di libertà seppe sopire col fasto e colla mollezza, le ragioni che i popoli tenevano gli uni contro gli altri armati, e il Valdarno vide cadere in rovina le inutili fortezze, rifiorire e fecondare i paesi tenuti già in ansie continue dalle ostilità incessanti, e la pace serena fece apparire ancor più mirabili le bellezze naturali di questa valle stupenda.
Da Firenze a Pisa, la differenza di livello del letto dell'Arno non è che di 42 metri sopra un percorso di circa 94 chilometri; quindi il fiume ha debole la corrente, ma ha rapidi e bruschi dislivelli e in tempi normali forma in varie località della pianura degli specchi d'acqua, ampi, profondi, calmi, che acquistano l'aspetto e la vaghezza di altrettanti laghetti.
La navigazione fluviale, possibile in certi periodi dell'anno, ebbe un giorno notevolissima importanza e per alcuni paesi posti sulla riva dell'Arno fu vera e propria fonte di prosperità. Dall'alta valle Casentinese scendevano di continuo delle specie di zattere che si dicevano foderi formate di travi e di antenne ingegnosamente collegate insieme. Parte facevano sosta a Firenze ed i legnami venivano ammassati su quella piazza che per questa ragione appunto si diceva Piazza delle Travi; parte si spingevano fino a Pisa e per il breve tratto di mare o pei canali navigabili andavano a Livorno per servire alle costruzioni navali.
PERETOLA — IL CHIOSTRO DELLA CHIESA DI S. MARIA (SEC. XV). (Fot. Alinari).