PIEVE DI S. MARTINO A BROZZI — FONTE BATTESIMALE. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).

Da Livorno, da Pisa e da altri centri più importanti del Valdarno Inferiore risalivano il corso del fiume grosse barche colla carena piana a guisa di chiatte, trasportando terraglie, cristallami, materiali da costruzione ed ogni genere di mercanzie che scaricavano a Firenze e negli altri porticciuoli fluviali, senza contare che spesso accoglievano anche passeggieri, rassegnati ad affrontare la nojosa lunghezza di questa navigazione di carattere primitivo. Allora i mezzi di comunicazione non erano nè frequenti, nè facili, nè a buon mercato e chi aveva tempo da perdere e pochi denari da spendere, trovava che anche questo mezzo di trasporto offerto dai becolini, che costituivano una specie di flotta fluviale, non era del tutto disprezzabile. Anzi, a proposito di questo modo di viaggiare, tornano in mente i versi originali di un poeta bizzarro:

Gran bella cosa è i viaggiar p'i mondo!

Diceva un fiorentino tondo tondo

Andato in navicello fino a Signa.

L'Arno continuò a servire da comodo veicolo commerciale anche quando sulla strada postale Firenze-Pisa-Livorno passavano frequentemente corriere, diligenze e carri da trasporto, perchè colla barca si spendeva meno; ma la ferrovia, che una delle prime in Italia fu costruita lungo l'ampia vallata, segnò la fine di questa modesta navigazione, della quale non restano oggi che pochi ricordi nei navicelli che di tanto in tanto trasportano dei materiali da un villaggio all'altro, senza spingersi quasi mai fino a Firenze.

Un'illustrazione, anche breve, di tutti i luoghi importanti che popolano la valle dell'Arno fra Firenze e il mare, un accenno anche fugace dei ricordi storici onde sono ricchi i paesi e i villaggi disseminati nei vasti piani e sulle pendici dei colli, un'indicazione pur sommaria delle suntuose ville della nobiltà toscana, delle opulente abbazie, delle vecchie chiese, quasi tutte doviziosamente ricche d'artistiche bellezze, varrebbe a fornire il materiale per diversi volumi riboccanti di notizie, densi di documenti e di descrizioni. Poche altre contrade potrebbero difatti al pari del Valdarno Inferiore accumulare tante memorie di avvenimenti svoltisi nel corso di secoli e al tempo stesso esser tanto ricche di stupendi e preziosi edifizi che il sentimento artistico in altri tempi, comune ad ogni casta sociale, abbellì ed allietò con profusione meravigliosa di opere d'arte.

Dovremo perciò limitarci ad una rapida escursione nei luoghi attraversati dall'Arno, spingendoci brevemente anche nelle vallate minori, dove passano fiumi e torrenti che recano al maggior fiume toscano il tributo delle loro acque, soffermandoci specialmente dove più notevoli sono i ricordi storici da evocare, le tradizioni e le curiosità caratteristiche da raccogliere, dove maggiori sono le attrattive della natura e dell'arte, che il lettore potrà meglio apprezzare nell'ampio corredo di riproduzioni accurate e nitide che dànno una chiara ed efficace idea delle bellezze molteplici e varie del Valdarno Inferiore.