MONTOPOLI — LA ROCCA. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Fra i castelli, quello che conserva maggiormente l'originario carattere, colla vecchia cinta di mura e le torri di difesa, è Monte Bicchieri, che per lungo corso di secoli appartenne ai Compagni, la cospicua famiglia fiorentina dalla quale nacque Dino, il celebre storico. Fra le chiese va ricordata la Pieve di S. Giovanni Battista a Corazzano, severa costruzione di laterizio del XI secolo, nella quale sono da ammirarsi un singolare affresco colla Vergine, opera del XV secolo, ed un'interessante tavola della maniera di Alessio Baldovinetti.
De' castelli sanminiatesi uno dei più importanti è Cigoli, in antico Ceuli, noto più specialmente sotto il nome di Fabbrica di Cigoli. Nel luogo della rocca è oggi la splendida villa Sonnino, che porta appunto il nome di Castelvecchio. L'ampia Pieve di S. Giovanni Battista, che nonostante le infinite trasformazioni, serba ancora tracce della sua ricostruzione del XIII secolo, perchè l'origine sua data dall'VIII secolo, ebbe annesso un convento di frati Umiliati che fu soppresso prima del XV secolo. Opera fatta eseguire dagli Umiliati è lo stupendo tabernacolo di pietra che racchiude un'antichissima immagine della Madonna. Squisiti lavori ornamentali che evocano la maniera del fiorentino Neri di Fioravanti ne adornano le singole parti, indegnamente ricoperte da una moderna quanto vandalica verniciatura. Nell'imbotte di questo tabernacolo, che venne eretto nel 1381 da sette frati Umiliati, sono i resti d'interessanti affreschi della maniera di Agnolo Gaddi.
VINCI. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Seguitando la linea dei colli, che con leggiadra ondulazione seguono paralleli il corso dell'Arno, si trova Montopoli, graziosa e ridente terra che si distende ai piedi di una piccola collinetta sulla quale s'inalza la torre dell'orologio, avanzo della potente rocca che fin dal tempo remoto, in cui dominavano questi luoghi i Vescovi di Lucca, stette a guardia e difesa de' popoli vicini. La Repubblica Fiorentina accrebbe straordinariamente le fortificazioni di Montopoli che rappresentava come un punto avanzato all'estremità del suo territorio e per mezzo di un arco arditissimo che passa al disopra del Borgo Vecchio, collegò la rocca alle nuove mura castellane. Un incendio desolò il paese, arse la rocca, fece cader parte delle mura ed oggi del grandioso fortilizio non rimangono che la torre isolata e l'arco pittoresco. La Pieve di S. Stefano a Montopoli nei fianchi e nell'abside presenta le forme ed i caratteri delle chiese in laterizio del XIII secolo. Nella chiesa del R. Conservatorio di S. Marta è la tavola della Resurrezione, una delle opere più felici di Lodovico Cardi da Cigoli.