VINCI — PANORAMA. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Da Montopoli è a breve distanza il lungo e popoloso borgo di S. Romano che si specchia nell'Arno e che possiede una chiesa francescana di origine antica, ma modernamente sopraccaricata di decorazioni. Proseguendo la via Pisana, traversato il torrente Chiecinella che segna il confine fra le provincie di Pisa e di Firenze, si trovano prima Castel del Bosco, dove nessuna traccia rimane del gagliardo fortilizio pisano presso il quale avvennero sanguinosi conflitti, e poi il paese della Rotta, centro di una fiorente fabbricazione di laterizi, che col proprio nome perpetua il ricordo di una terribile alluvione nella quale l'Arno, abbattuti gli argini, invase la pianura fino a Pontedera.
Ma, giunti a questo punto, occorre retrocedere fino a Empoli e, varcato il comodo ponte moderno che attraversa l'Arno, compiere una rapidissima visita ad alcuni de' più importanti luoghi che sorgono fra le pendici del Monte Albano e dei poggi delle Cerbaje e la riva destra del fiume.
VINCI — ORATORIO DELLA SS. ANNUNZIATA — FRA PAOLINO DA PISTOJA (?): L'ANNUNCIAZIONE. (Fot. Alinari).
Vinci merita uno speciale ricordo, perchè all'incanto della sua giacitura, alle memorie storiche de' tempi lontani, può unire anzitutto il vanto di aver dato i natali ed il nome ad un genio meraviglioso, a quel sommo Leonardo che, nell'arte come nelle scienze, raggiunse l'apogeo della gloria. La famiglia di Ser Piero da Vinci, notajo fiorentino che fu padre di Leonardo, ebbe nel castello e nei dintorni diversi possessi dei quali è notizia negli antichi catasti; ma se non può stabilirsi in modo assoluto il luogo dove quel genio venne alla luce, è pure da accogliersi come più probabile la supposizione che nella sua infanzia egli abitasse nella località chiamata Anchiano, dov'erano una casa e due poderi appartenenti fin da tempo remoto alla sua famiglia. La chiesa di S. Croce a Vinci non ha importanza di sorta; in compenso merita di essere visitato il leggiadro oratorio della SS. Annunziata dov'è una tavola che è stata soggetto di molti e contradditorî giudizi intorno alla sua attribuzione: l'Annunciazione che oggi si è concordi ad assegnare a Fra Paolino da Pistoja.
La vecchia e cadente rocca di Vinci, forte maniero, un giorno dei signori d'Anchiano consorti degli Adimari, divenne dipoi fortilizio della Repubblica Fiorentina che ne accrebbe l'importanza. Oggi non è che una maestosa mole in isfacelo, che serve di malsicuro e meschino asilo a povere famiglie di braccianti.