CHIESA DI S. CROCE A FOSSABANDA — TAVOLA DI ALVARO D'EVORA.
Traversata la città, l'Arno distende il suo letto in mezzo alla pianura che insensibilmente discende fino al mare e le sue acque lentamente lentamente lambiscono le ripe erbose della tenuta reale di S. Rossore e l'argine sul quale passa la strada che conduce alla Marina di Pisa. Alla sua sinistra lascia il popoloso borgo e la vecchia chiesa trasformata di S. Giovanni al Gatano, un giorno detta dei Gaetani dal nome della cospicua famiglia, che ne fu patrona, mentre dal lato destro passa dinanzi al villaggio di Barbaricina, al quale han dato modernamente una celebrità universale le diverse e riputate scuderie di cavalli da corsa che vi sono state impiantate, e poi alle Cascine Vecchie ed alla parte meridionale di tutta l'ampia tenuta reale conosciuta sotto il nome di San Rossore.
REALE TENUTA DI S. ROSSORE — GRUPPO DI PINI. (Fot. Alinari).
Questo nome è di antichissima origine e derivò dal titolo di un vetusto monastero di Benedettini fondato nel 1084 e dedicato a San Rossore o San Lussorio come si diceva allora.
Da Pisa al mare la distanza è di oltre nove chilometri, mentre ne' tempi più remoti risulta dalla testimonianza degli storici che essa era appena di due miglia e mezzo; così il breve tratto del fiume, più ristretto, più profondo, era, più di quel che sia oggi, propizio alla navigazione, tanto che le galere della Repubblica e più tardi quelle dell'Ordine di S. Stefano, potevano venir comodamente fin nell'interno della città, dov'era un ampio e ben munito arsenale.