— Ma dove ti sei fatta così donna? — domandò Arrigo.
— Bah!... ho molte amiche; le vedo coi loro amanti; imparo. Poi, non so... forse questa è la mia natura.
— Dunque, — diss’egli repentinamente, — combineremo tutto fra noi: quel che si deve dire o nascondere, fare o non fare. Intanto potremo una sera andar a teatro insieme.
— Sì?... — ella fece, con un grande palpito, nella commozione che le stringeva la gola.
— Bisognerebbe tuttavia che tu avessi qualche bell’abito.
— Non ne ho.
— Va da una buona sarta e comándane. Falli mandare qui, perchè a casa non conviene.
Anna Laura non sapeva rispondere.
— Belli, — seguitò Arrigo, — e non badare al prezzo. Ci penserò io. Anzi verrò con te per sceglierli; me ne intendo un poco. Le sere che andremo a teatro uscirai di casa vestita come al solito, qui ti cambierai. C’è tutto: pettini, cipria, ferri, forcine; quel che non c’è, si compera.
— Caro! — ella esclamò con trepidazione, buttandogli le braccia intorno al collo. — Come ti voglio bene!