— Forse non hai torto, — disse Arrigo, dopo avervi pensato. — Io son del parere che ognuno debba cercare nella vita la sua migliore felicità. Sopra tutto non ti posso disapprovare io, che te ne ho dato l’esempio. Certo però, come fratello, dovrei parlarti altrimenti.

— Oh, Dio!... tu sei così poco mio fratello! — ella esclamò con una singolare timidezza. — Nella nostra casa non sei stato quasi mai, ed ero bambina quando c’eri. Se venivi a trovarci, mi pareva che venisse un estraneo, del quale ogni volta ero più curiosa. Tutto quello che raccontavano di te mi dava una sensazione strana.... — Fece una pausa, poi soggiunse abbassando gli occhi: — Senti... è sciocco forse quel che dico, ma quando vengo da te, certo non penso di andare da mio fratello.... — Esitò ancora, poi disse: — Mi sembra quasi d’andar a trovare un amante....

Quand’ebbe pronunziata la frase un poco temeraria, se ne fece rossa e guardò negli occhi il fratello, pur vergognandosi della propria confusione.

— Ah, sì?... questo ti sembra? — egli mormorò, volgendo il viso, come per occuparsi d’altra cosa.

Durò tra loro un lungo attimo di silenzio, poi egli l’interruppe, dicendole:

— Bene, continua.

Ella parve che avesse smarrito il filo del suo discorso e indugiò a ritrovar le parole.

— Dunque, — riprese infine, — se non è prevedibile ch’io mi mariti, per cosa o per chi mi conserverei onesta?

Egli scrollò le spalle con un moto nervoso e disse:

— Non mi piace sentirti parlare così! — La sua faccia divenne aspramente severa e soggiunse: — Qualchevolta ci si può conservare oneste anche per sè stesse.