— Ah, sì?...
— Tocca...
— Ma no... — fece, con un riso, la più timida.
— E perchè?
Ella sporse la mano, toccò quasi con timore, in fretta, l’uno, l’altro, le punte, poi ritrasse la mano come scottata.
Allora l’Eugenia aperse pian piano, dal basso, la camicia da notte, e vi si cacciò dentro come in una fodera, raccolse dallo scendiletto quella che aveva lasciata cadere, la buttò sopra una seggiola, e piano piano, facendo scricchiolare le molle, si distese a giacere.
Si volsero l’una verso l’altra, sotto i lenzuoli, e risero.
— Tu non pensi mai?... — fece l’Eugenia; poi s’interruppe.
— A cosa?
— Al desiderio di avere un marito...