— Lora... Loretta... — mormorò egli più volte, poichè pareva ella non udisse. Quel desiderio veemente aveva sopraffatto il suo, l’aveva quasi annientato. Allora la portò sopra un divano, si mise a carezzarla piano piano, a toccarla paurosamente.

Dopo qualche attimo ella sorrise, come se l’avessero destata da un profondo sogno, come se un’ubbriachezza svanisse dal suo cervello, dalle sue vene, a poco a poco.

— Dimmi... — ella mormorò.

— Che vuoi?

— Dimmi...

Ed invece nulla disse; intrecciò le dita nelle sue; ma non aveva più forza.

Curvo sopra la sua bocca, egli le ripeteva quasi per addormentarla:

— Taci...

La sua verginità non era più che un brivido, una cosa infinitamente sottile, infinitamente vicina al peccato.

E tornarono a piedi, per la notte chiara, verso il rifugio della casa paterna.