E si fece compunta, seria, come Rafa non l’aveva mai veduta. Rafa era un uomo di buona fede; queste parole dell’amica lo impensierirono, quasi lo commossero.
— Se potessi fare qualcosa per divenire più intimamente il vostro amico!... — disse. — Con me non siete mai del tutto sincera.
Ed entrambi rimasero per qualche tempo in silenzio.
Passò un bimbo che correva dietro un cerchio, passò un soldato di fanteria che teneva per mano una domestica rubiconda. Sopra un banco c’era un vecchio, il quale portava un soprabito color nocciuola, i calzoni a quadrettini e le ghette bianche; aveva disegnato nella sabbia, con la punta della mazza, un complicatissimo arabesco, ed ora leggeva il giornale scandendo le parole con le labbra.
— Mah... peccato! — esclamò finalmente Loretta con un sospiro.
— Peccato di che?
— Sarebbe stato meglio se non aveste mai saputo chi ero; perchè adesso...
— Adesso? che?
— Oh, capirete... non è più possibile che ci si veda.
— Loretta!