Giunsero nelle strade più centrali; Arrigo le disse:

— Non mi dare il braccio. — Ella obbedì senza rispondergli; ma gli rimase vicina.

Entrarono da un fiorista a comprare fiori; poi, camminando, si fermavano a guardare i negozi dalle mostre scintillanti. Arrigo salutava molta gente. Loretta ogni volta gli domandava: — Chi è?

Allora egli diceva un nome, una frase che dipingesse la persona, uno di quei riassunti schematici ed incisivi che valgon meglio d’una lunga biografia.

Un tale: — si fa chiamare avvocato, ha una bella moglie, sua moglie ha un amante ricco, egli lo sa.

Un altro: — ha dovuto lasciar l’esercito per debiti; a teatro prende solo il biglietto d’ingresso e fa visite in tutti i palchi; la notte gioca, e vince sempre.

Un terzo: — ha una scuderia da corse che gli costa cara, ma dicono che faccia anche l’usuraio, così riesce a pagarne le spese.

E via di séguito.

Su lo stesso marciapiede passarono due donne elegantissime, provocanti. Vedendo Arrigo gli sorrisero; Arrigo, a sua volta, non salutò, ma sorrise. Restò dietro i loro passi un lungo solco di forte profumo. Loretta si rivolse a guardarle; domandò:

— Le conosci?