— Già, e adesso sposala!

— E’ appunto quello che lei vuole.

— Ah, sì? È quello che lei vuole?... Ma chi è? Spiegati presto! Quanti anni ha? Come si chiama? Cosa fa? Dove sta? Era vergine poi?

— Sì, vergine, vergine.

— Peuh!... — grugnì la vecchia, incredula.

— Se te lo dico io...

— Già, loro credono di capire, loro!... — E fece uno di quei grandi sorrisi, pieni di buon senso, che racchiudono tutta l’esperienza d’una vita.

Arrigo raccontò la storia, in fretta e su per giù, cambiando il nome e l’indirizzo tanto per precauzione. Non voleva certo sposarla, chè anzi l’avrebbe strozzata più volontieri... «... ma, in un modo o nell’altro, bisogna pur rimediare, ti sembra? Se no entra di mezzo il padre, uno di quei padri terribili che fanno venire la pelle d’oca al solo pensarvi...»

Rimasero un poco in silenzio, quand’ebbe così concluso, tutt’e tre.

Mamma Gilda, rifletteva, carezzandosi piano piano il ridoppio del mento, com’era suo costume. Poi s’aggiustò il grembiule sui fianchi: