— Eh?!... — esclamarono tutt’e due.

Ma la vecchia ne aveva tante udite in vita sua che non se ne stupì a lungo.

— Peuh!... — fece, — roba di villeggiatura! Sarà una sninfia, di quelle che si dànno sull’erba, come le cavallette.

— Già!... la figlia d’un amico di casa, — egli precisò.

La Mercedes cominciò a smaniare di gelosia.

— Ah, benissimo! La figlia d’un amico di casa?... Una specie di signorina dunque! E me lo vieni anche a dire! Incinta!... Benissimo! E perchè mi scrivevi allora quel mucchio di lettere piene d’imposture?... Sei un farabutto!

Mamma Gilda si mise ad aizzarla:

— Vedi cosa ti combina quel sudicione?

Arrigo aveva già fatta l’abitudine al frasario dell’affittacamere e non se ne risentì. Poi gli premeva che l’aiutassero, almeno d’un consiglio, ed era venuto per questo. Cercò di rabbonire la Mercedes, che girava minacciosa per la camera sbatacchiando il copribusto e buttando in aria tutto quanto le capitava sottomano.

— Capirai, è stato uno scherzo...