— Contante! contante! e anticipato! Non vorrei mica ridurmi a pagar io la levatrice e rischiar la galera per te, senza nemmeno guadagnare un soldo! Pifferi! Quando le hai, vieni da mamma Gilda. Ma sieno cinque tutte intere. Se manca un centesimo non se ne fa niente.

— Le troverò. Solo vorrei dire una cosa. Vorrei domandare se il risultato è certo e se c’è molto pericolo.

— Senti, bellezza, di sicuro al mondo non c’è niente. Quello che posso dirti è che io, in persona — e vedi che sto benissimo — ne ho sopportati cinque o sei; quanto poi alla Mercedes....

— Io, niente! neanche uno!

— Come neanche uno? E quello del tenente, l’anno scorso?....

Arrigo la squadrò di traverso, con la faccia buia.

VII

Un po’ con le buone, un po’ con le brusche, Arrigo persuase l’Eugenia a recarsi da mamma Gilda. La Mercedes concedeva la camera, ma non voleva nemmeno vederla in faccia quella svergognata! E poi arrossiscono, le signorine!... E parlan male delle ragazze libere, le signorine!... Quanto ad Arrigo poi, non credesse neanche per sogno di finire la cosa in quel modo. Non appena l’altra si fosse liberata, farebbero conti e patti chiari. Perchè, se a lui piaceva passare il tempo con le ragazze così dette oneste, lei non ci avrebbe messo nè due nè quattro a tornarsene con Giannotto, il quale già le correva appresso di bel nuovo ed era, se non altro, una persona molto più delicata.

Intanto diede lei stessa le duecento lire che gli mancavano per pagar mamma Gilda; ossia non le diede, poichè non le aveva, ma firmò un’altra cambiale. Ad Arrigo mamma Gilda non faceva credito neppure di cinque lire. Se l’intendessero poi fra loro....

L’Eugenia venne due volte; così pallida, così spaurita, che mamma Gilda dovette súbito cominciare con somministrarle un bicchierino di cordiale. Trovò che aveva una brutta faccia ed un corpo di poco avvenire, ma per intanto non fece obbiezioni. Tutte le donne, a qualsiasi classe appartengano e per quanto sia grande la distanza che le divide, sentono sempre l’una verso l’altra quella specie di sororale pietà che nasce in loro dall’esser tutte parimenti esposte agli stessi pericoli ed agli stessi dolori. All’Eugenia mamma Gilda ispirò tanta fiducia, che d’un tratto si mise a piangere contro la sua spalla, credendola forse una suora di carità.