La fanciulla intinse la mano nell’acquasantiera e si segnò, piegando leggermente il ginocchio. Una goccia le rimase su la fronte, nitida come una perla. Poi girarono tutt’intorno all’abside guardando i quadri della Passione di Cristo.
L’aria fresca odorava d’incenso evaporato.
— Perchè hai voluto entrare in questa chiesa?
— Un capriccio.
Ell’andava innanzi con un passo elastico, quasi per non far rumore; la sua ombra s’allungava obliqua sul lucido pavimento. Piegò di nuovo il ginocchio passando innanzi all’altare, poi sedette sovra un banco, nell’ombra del colonnato, e si raccolse la fronte nella mano.
Il Cristo crocifisso riscintillava della sua corona d’argento.
— Ed ora che fai? — domandò Rafa.
— Niente. Mi piace.
Egli s’appoggiò alla colonna presso di lei, un po’ curvo.
— Amo le chiese, — disse Loretta — e i canti e gli organi delle chiese.