— Non posso.

— Allora taci.

E si raccolse di nuovo la fronte nelle mani.

Egli si accendeva della sua bellezza, nel guardarla. Tutto gli piaceva di lei: la mano, il braccio, il colore dei capelli, la schiena divisa da un’infossatura profonda, il petto che le fioriva tra le braccia piegate. E l’odore di lei lo stordiva come il profumo di un incenso irreligioso.

— Io ti voglio avere... — le disse piano, quasi non potesse frenar quelle parole. E glielo ripetè vicino all’orecchio minuscolo, che le appariva tra i capelli, come un piccolissimo nido in un cespuglio.

— Come? — domandò la fanciulla senza muoversi.

— Tutta, tutta, in ogni modo!...

Ella, senza muovere il capo, gli volse in faccia gli occhi ridenti.

— È difficile!... — disse con ironia. E le mani congiunte, concave, serbarono come impressa la forma della sua fronte.

— Lo so, — egli rispose, — ma non importa.