Verso le cinque del pomeriggio Beppe Cianella entrò al Circolo, e comandata una bibita in ghiaccio, si sdraiò con indolenza sopra un divano di cuoio presso il tavolino dove Gigi Saletta, di soprannome Saponetta, ed alcuni altri giocavano al poker.
Beppe Cianella aveva caldo e si tergeva la fronte sudata con un fazzoletto di seta dai colori vivaci. Si sbottonò la sottoveste, accese un sigaro e chiuse gli occhi beatamente come per assopirsi. Ma faceva troppo caldo per dormire. Con la voce tuttavia sonnolenta Beppe Cianella chiamò il domestico, pregandolo di girare il ventilatore verso di lui.
Quando l’aria fresca l’ebbe investito, si allungò più comodamente sul divano, e con un senso di vera beatitudine si provò a chiudere i suoi maliziosi occhi.
— Rafa Giuliani ha un’avventura, — disse con un leggero sbadiglio.
— Tanto meglio per lui! — rispose uno de’ giocatori.
Sacco Berni aveva tentato un «bluff» temerario, ma Gigi Saponetta, giocatore abilissimo, lo aveva costretto a dichiarare il punto, e gli altri, facendone risa matte, si beffavano del ciurmadore ciurmato.
Il conte Berrini passò nel fondo, in maniche di camicia, sbraitando contro i domestici perchè non trovava un giornale; Lello Fornara, lo svenevole, scriveva in un angolo la sua giornaliera lettera d’amore; per l’uscio aperto, che dava nella sala del bigliardo, si udivan le biglie urtarsi fra gli alterchi rumorosi del vecchio barone Gioacchini e del suo giovane allievo Leonardo Sergi.
— Rafa Giuliani ha un’avventura! — ripetè fra uno sbadiglio e l’altro Beppe Cianella, che non poteva prender sonno.
Giorgino Prémoli vinse un bel colpo, il che lo mise di buon umore.
— Allora dicevi? — domandò al Cianella.