— Che? la biondina?

— Lei, lei. Ma per amore di Dio state zitti!

Se ne fece una chiassata.

Alcuni giorni dopo, dal sarto che vestiva tutti i Mammagnúccoli della città, s’incontraron tre gentiluomini ch’eran noti per la loro eleganza: don Antonino Vernazza, che aveva la specialità delle sottovesti, delle cravatte e delle calze, il marchese Minardi che, al paro di Camillo Torretta, sul principio d’ogni stagione passava la Manica per vedere quel che si portasse veramente in fatto d’abiti sportivi, e Max della Chiesa, il quale passava tre mezze giornate dal sarto prima di risolversi a scegliere una stoffa od alle volte si permetteva qualche innovazione ardita, sul taglio delle tasche per esempio, sul numero degli occhielli o su la larghezza dei rovesci.

Erano in conciliabolo davanti a cinque o sei pezze di stoffa, da cui pendeva il cartello autentico della ditta inglese, e consultando un fascio di figurini parlavano animatamente col signor Gian Giorgio, proprietario della sartoria e consigliere di mode a’ suoi clienti preferiti.

I tre gentiluomini erano in gravi angustie prima di comandarsi gli ultimi abiti per la stagione estiva, quegli abiti che li avrebber fatti ammirare nelle stazioni climatiche e nelle villeggiature d’acque termali. Solevano consultarsi deferentemente l’un con l’altro, perchè ognuno teneva in gran conto l’opinione dell’emulo, ed anche per non cader nel rischio di portare in due la medesima foggia.

Don Antonino era solito prender parte a tornei di tennis; or stava in dubbio tra un pantalone color «kaki» ed un altro di color grigio perla, a tramatura diagonale. Il marchese Minardi, ch’era stato ufficiale di complemento, aveva quattro irlandesi saltatori che vincevan molti premi nei concorsi ippici, quando però non erano montati da lui; egli guardava ora l’ultimo figurino dei «riding breeches» e sceglieva distrattamente la stoffa per un «morning-coat».

Max della Chiesa, in procinto di recarsi ai bagni, voleva scegliere un «tout-de-même» da spiaggia, ma era incerto fra un seta «shantung» di color paglia ad una tela rigata bianco-avana, forse un po’ rigida.

Ognuno discuteva i dubbi dell’altro con somma cortesia ed anzi con quel rispetto che al suo competitore deve un uguale artefice. Inoltre avevano tutti e tre qualcosa da provare; ma i tagliatori erano occupati in quel momento, e, dovendo aspettare, si dilungarono a far quattro chiacchiere.

«La marchesa Gordiani andava a San Pellegrino quell’anno, ed il tenente Frangi, naturalmente, avrebbe chiesta la sua licenza in quei giorni; la signora Platania era già partita per il Lido, sola, ma vi aspettava il marito; donna Isabella da pochi giorni era in villa sul lago, ed aveva invitato lui, don Antonino, a pranzo per il sabato prossimo. Egli non sapeva se partire già vestito in abito da sera, con un soprabito, o portarsi l’occorrente in una valigia e cambiarsi all’albergo.