Tutta la combriccola del Gigliuzzi, Mazzoleni e San Bassano andavano a Zermatt; benchè il fidanzamento della maggiore Gigliuzzi non fosse ancor ufficiale, il contino Piaggi, nipote del barone Silvestro, vi andava egli pure. Tre o quattro ballerine avevano affittata insieme una villetta sul lago, a due passi dal castello di Venaria... Sarebbe stato allegro laggiù! E la bella Rossana, che non sapeva a chi dar la scelta fra i suoi tre amanti, faceva prima un viaggio in automobile con quel pazzo di Marietta, poi andava ad Aix-les-Bains col suo banchiere, finalmente il Duca le aveva presa una villeggiatura in collina, perchè vi si recasse a far vendemmia...»
Da un gabinetto di prova uscì Rafa Giuliani, in fretta e furia, dicendo al sarto che l’accompagnava:
— Mi raccomando: per dopodomani!
— Sarà servito, signor Conte.
Vide i tre gentiluomini, li salutò con un cenno, e si diresse verso l’uscita.
— Ohè, Rafa, senti un po’... — gli gridò dietro il Vernazza.
— Non posso, ho fretta, — quegli rispose.
— Ma che c’è di nuovo? Non ti si vede più!
— Ho fretta, — ripetè il Giuliani, e scomparve.
— Cosa diavolo ha mai per il capo quel Rafa? — si mise a dire Max della Chiesa. Da qualche tempo è divenuto intrattabile.