Ma su la soglia si rivolse:
— Se avete vergogna di me, — disse, — abbiate solo un poco di pazienza; fra qualche giorno me ne vado e non darò più noia a nessuno.
— Te ne vai?... — balbettò il padre, alzandosi dalla sedia a fatica.
— Sì! — ella rispose implacabile. — Fra pochi giorni avrò ventun anni e nessuno me lo potrà impedire.
-Vediamo, vediamo... — intervenne il Riotti con una voce amichevole. — Non bisogna mai scaldarsi la testa, — seguitò, guardando Paolo che aveva i due gomiti su la tavola e fissava immobilmente il bicchiere. — Tu, Paolo, sei stato un poco aspro, e tu Loretta...
— Macchè Loretta! — ella interruppe adirata. E uscì sbattendo l’uscio.
Il suo profumo, la rosa di Francia, le rimase dietro come una sciarpa.
IV
Egli era lontano, fuggiva, correva di paese in paese, non dormiva la notte, il giorno era più che mai spossato non trovava pace. Questo amore gli si era veramente confitto nelle carni come un cilicio di rovi e di spini.
Lontano da lei, la sua sofferenza diventava più insopportabile; aveva paura della solitudine, ma insieme odiava la gente. Nel silenzio, udiva il rombo del suo proprio dolore; nel frastuono, l’urlo del suo mondo interiore vinceva la sopraffazione delle vite altrui.