Dappertutto era sempre con lui, per ogni angolo, per ogni strada. Gli avvenne anche di non più ricordarsi come fosse precisamente il suo volto; ma ciò che in lui durava era l’impressione d’esserle stato vicino, il bisogno di tornarle vicino, era quell’odor particolare che la sua pelle tramandava, e certi suoni della sua voce, del suo ridere, certe memorie quasi lontane di parole che non osarono dirsi, nel tempo in cui stava per nascere la timida loro complicità. Non era più nemmeno la sua sorella che amava, ma un’altra fatta come lei.

E se pur la baciava ogni notte ne’ suoi torbidi sogni, la squallida faccia del padre non veniva nemmeno più a minacciarlo silenziosamente.

Volle chiedere a sè stesso come mai questo amore gli fosse nato nell’anima, e non trovò in sè stesso alcuna ragione palese. Era un uomo sano, equilibrato, che si era sempre condotto nella vita con tenace fermezza; nè il suo costume, nè i suoi pensieri, nè le sue letture, nè un esempio qualsiasi, lo avevano mai sospinto a concepire la possibilità di così fatti amori.

Ed il fenomeno era nato in lui subitamente, come sboccia un gran fiore perverso in un campo arido.

Allora divenne superstizioso; pensò che tutto questo avesse un’origine soprannaturale, fosse un castigo inflittogli da Dio, e pensò alla chiesa, al prete, alla confessione.

Ebbe una speranza illimitata in questo sorgere istintivo del sentimento religioso, che forse gli dormiva insospettato nell’anima, come una profonda e miracolosa eredità.

Entrò nelle fredde chiese, con la paura dell’errante che tutti respingono; si segnò con l’acqua benedetta, rimase per lunghe ore nell’ombra dei colonnati, presso gli altari sfavillanti, aspettando la grazia, contaminando la preghiera con la sua bocca non guaribile. Una volta s’inginocchiò nel confessionale; ma una paura più forte gli suggellò nell’anima il suo grande peccato.

Anche nella chiesa, tra il vapore degli incensi aromatici, sotto la custodia dei simboli sacri, il suo fantasma lo perseguitava. Stando a ginocchi tra le colonne, dove la basilica era più deserta, pur tra la voce dell’organo che talvolta par chiudere in sè la mistica gioia d’una purificazione umana, egli sentiva il bacio di quella bocca vietata risalirgli dalle radici dell’essere come un piacere inebriante, e quando i ceri costellavano l’altare d’una luce vaporosa, pur sotto l’ala misericorde che l’assolveva del suo peccato, egli si coricava perdutamente, in una coltre impura, vicino a lei...

V

— Non così presto, Rafa! — esclamò giocondamente Loretta serrandogli un braccio. — Non così presto!... Ho paura.