— Io? Perchè?
— Ma... lo dicevano... Saranno chiacchiere: a rivederci!
E se ne andò fischiettando.
Egli rimase lì come inebetito. Cos’erano quelle ostilità nascoste, quelle frecciate che gli lanciavano con parole oscure? Sapevano forse già di Loretta? La voce si era per caso divulgata? O forse, lei e Rafa, s’erano fatti vedere insieme?
Pensò di far colazione al Circolo per raccogliere altri indizi. Ma non v’era quel giorno che una piccola tavolata di gente con la quale non era affatto intimo e che lo salutò appena. Si mise ad un tavolino da solo e vide che anche i domestici bisbigliavan nel servirlo.
Non poteva inghiottire cibo; accese una sigaretta e si recò nelle sale del Circolo, ch’erano ancor vuote. Solo un vecchio maggiordomo, quello che la sera levava le decime dalle tavole di gioco, andava spolverando qualche mobile con una pigra lentezza.
— Signor Del Ferrante, i miei rispetti! — fece, senza interrompersi. Col servidorame Arrigo era sempre stato largo di mance, ben sapendo che la fama d’un gentiluomo è spesso in mano di costoro.
— Come stai, Pietro? — gli domandò.
— Si tira innanzi come Dio vuole. Ma lei mi pare un po’ dimagrato.
— Forse. Cosa c’è stato di nuovo in questi giorni?