— Oh, Del Ferrante!... Come va? Tornato? Che brutta cera! Cosa ti cápita?

Traspariva dalle parole, dagli sguardi curiosi, una celata ironia. Egli rispose a casaccio, qualche breve parola. Tutti gli parvero strani e mutati con lui. Scambiate appena poche frasi di convenienza, i più con un pretesto o con l’altro, si ritraevano a parlar fra loro. Poi c’eran stati alcuni sorrisi rapidi, alcuni segni nascosti, e tutto questo non accadeva fortuitamente; egli lo comprendeva bene.

Giorgino Prémoli, dopo aver discusso con altri, gli si avvicinò. Quest’uomo era maligno e crudele come tutti quelli che han molto a farsi perdonare dall’indulgenza del prossimo.

— Sei stato via parecchio tempo, — disse per attaccar discorso.

— Infatti.

— Come mai?

— Non stavo bene, non sto bene ancora.

— Si vede.

Il Prémoli si levò il cappello per farsi vento.

— Bella donna! — disse, di una che passava. Poi, con indifferenza: — È vero che vai a stabilirti via?