Il professore d'Università:
A torto vi lamentate, buon uomo! Volete ascoltare le mie lagnanze? Ho sposato un mostro con la speranza d'avere almeno una donna di casa. Invece mi ha partorito ben quattro figli pestiferi e da vent'anni in qua non riesce che a farmi sudar bile. Per conto mio, mi sono digerita l'Enciclopedia Universale: so tutto e non capisco niente. È una bella commedia anche il Sapere! Fra un'ora, nonostante i reumatismi, devo trovarmi all'Ateneo: ho duecento imbecilli da rendere più imbecilli che mai. Senza dubbio l'ultima parola di tutti i sistemi filosofici è un sillogismo che si chiama: lo Stipendio. Mia figlia, futura professoressa in belle lettere, oggi vuol imparare il tango.
Il maestro di tango:
Fra tutte le definizioni che si vollero dare dell'uomo, credo che ancora non si sia trovata la giusta. Secondo me l'uomo è un animale che vuol ballare. Vuol ballare a tutti i costi, anche quando la sua struttura non glielo consente. Il ballo è un tentativo di bellezza ed è uno sfogo di vanità; se un professore di tango sapesse descrivere tutte le cose ridicole che ha vedute, farebbe senza dubbio un grande capolavoro.
A Rosario di Santa Fè scopavo la sala d'un maestro di scherma; venni a Parigi, ed una sera qualcuno, — anzi era una venditrice di sè stessa leggermente morfinomane, — scoverse che «ho la linea...» Feci fortuna con rapidità, — (si capisce: cinque luigi all'ora!) — e adesso godo buon nome fra quei burloni di Montmartre che hanno inventato il tango argentino.
È un secolo il nostro, nel quale sopratutto si fa fortuna coi piedi.
L'aviatore che ha fatto il cerchio della morte:
Sopratutto coi piedi in aria, caro Professore! Ai battaglioni d'Affrica faceva caldo; lassù fra le nuvole si gela. Il mestiere che ho scelto è quello di potermi rompere il collo ogni due secondi, per dimostrare quanto sia capovolgibile un apparecchio Blériot. Ma le «backfische» di Berlino m'hanno scritte in compenso molte lettere d'amore; questo fa onore alla Francia, ch'è il paese più eroico del mondo.
Volete sapere la mia storia? Un giorno stavo precipitando a capo fitto, quando un colpo di vento filantropico mi raddrizzò l'apparecchio: avevo compiuto il cerchio della morte. Mi venne l'idea che si potesse farlo anche apposta... La celebrità è un caso fortuito.
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