(Mentre la Città rabbrividisce mirando per l'alto spazio le impennate su l'ala, i cerchi di morte, i voli a capopiè dell'acrobata prodigioso, il Compare, Cavaliere della Films, guida la bellissima etèra Meridiana verso l'aula Magna dell'Ateneo, dove una tesi elegante sarà controversa fra Classico ed Avvenirista.)

Entra il Dialogo fra il Classico e l'Avvenirista:

— Tu, Boezio, credi nel passato, io nell'avvenire; questa è la differenza. Ti piacciono i libri che paion scritti da un greco blenorragico o da un romano scrofoloso; hai tanta muffa su la tua pelle di cartapecora, quanta una conchiglia marina. Il bello che tu ammiri è ciò che parve bello una volta; l'età dell'oro per il tuo spirito, è quella già consumatasi nei forni crematorii del progresso, e che non allunga più nessuna propaggine verde, nessun ramoscello in fiore, nella nostra presente vita.

— Per la barba di Giove, o novo-parlante Edison, hai detta quasi la verità! Deh! non rinnovelliamo le nostre invano controverse accademie! Non farete mai d'un classico persona che finisca in «oide», ovvero in «ista», ovveramente in «ano», come a voi piace di sentirvi denominare. Non l'Inamovibile, bensì l'Indistruttibile siamo! Le Decadenze portano voi; noi portano i Rinascimenti. E il propileo del Tempio greco, al pari della georgica di Virgilio, sono immortali come la vita, per quanto voi ci proponiate architetture da far gracidare le rane di Aristofane, od esametri frantumati e claudicanti, come i laiti sconnessi d'un bimbo che in sogno veda Belzebù!

— Boezio, nell'anima tua stalattitica e scatarracchiante, la goccia mortale dello stillicidio sarà sempre un rumore più costruttivo, che il peana dei torrenti da noi lanciati nelle nostre turbine! Che tu me lo dica è ozioso, perchè so bene quanto il terrore della parola magnifica: distruzione, ti faccia tremare come una foglia gialla. Voi avete il brivido solo nei cimiteri; noi negli arsenali, nei laboratorii, nelle piazze, dove convulsamente si fabbrica la vita di domani! Per voi è grande l'arco di Traiano; per noi la dreadnougth superterribile che scivola giù verso la battaglia, infiammando lo scalo, e buttandosi nuda con impetuosa lussuria su la potenza del mare! Non importa che ridano le ranocchie di Aristofane! Ridono anche le nostre eliche furenti, quando passano come vorticose meteore sui vostri cranii classici! sui vostri cocuzzoli divenuti calvi nel compulsare i manoscritti che scelleratamente non bruciò il sublime incendio d'Alessandria!

— O novo-parlante Edison, le tue folgori non incendieranno pertanto i nostri calmi e colmi granai! Urlate, urlate al novo del mondo! squassate, squassate fiaccole incendiarie! I vostri baccanali han sempre l'animo inespresso d'atteggiarsi a Convito, ma l'agape novella si compone di pessime vivande; le driadi vostre sono facinorose prostitute che nelle feste dionisie vanno intorno cercando di gabellarsi per Muse. Voi raccogliete gli amígdali della nostra cena, e vi pascete con avidità di quello che destinammo per il cane di Alcibiade. Costui pure fece una bella novità, mandando in giro per Atene il suo molosso con mozza la coda; e posso dirvi, ameni Erostrati, che vi sono molte innovazioni le quali somigliano a pennello, non tanto alla facezia d'Alcibiade, quanto al pezzo di coda che il suo molosso perdè.

— Boezio, non guastiamoci il sangue... Sarebbe assai peggior causa batterci per la coda del cane che non per i begli occhi d'Elena di Sparta! Poichè, se nessuno ascolta, confessiamoci d'una cosa tutto quello che uomo fa, classico ed avvenirista non lo fa sempre a spada tratta per i begli occhi d'Elena di Sparta?

— Sì, vero-parlante Edison; da un rabbuiato esordio hai tratta limpida conclusione: sempre l'antico e 'l novo battagliano a cor fenduto, a lancia dritta, per gli occhi belli d'Elena di Sparta.

***

(Rallegrati assai per l'ammenda onorevole ch'entrambi fecero i due beffardi competitori, di buon animo ritornano il Compare e la Comare traverso le vie che riboccano d'una fervidissima vita in quell'ora piena d'opera e di forza che brilla su la Città mattutina. Quivi entrano a far compere in un negozio, là s'indugiano ad ammirare qualche spettacolo della strada; or si dilettano di seguir passo passo una coppia loquace, ora, incontrando persone di conoscenza, ristanno piacevolmente a conversare.)