Il parrucchiere da signora:
Adesso anche le contadine portano capelli finti. Sono parrucchiere da signora ma tuttavia non mi manca un granello di filosofia: questo è proprio il secolo dei capelli finti, delle pietre false, dei fiori di stoffa e dei fuochi artificiali. Quand'è l'epoca dei balli di beneficenza in poche ore devo mettere la testa in ordine a tutte le signore della città. Non è facile, vi assicuro che non è facile. Inoltre mia moglie è gelosa. Perchè ho preso moglie? In gran parte, perchè il negozio aveva bisogno d'una manicure, così alle unghie delle clienti pensa lei. Veh! la bella combinazione: mio fratello fa il callista, mio suocero l'ortopedico, mia cognata la «masseuse», mia zia la levatrice, mio cugino l'assicuratore... posso dire in coscienza che siamo una famiglia la qual lavora su la pelle del prossimo! E non fan tutti così?
Il filantropo:
Certo, carissimo parrucchiere! Me compreso che dò la mia pelle per il prossimo e sono un maniaco dell'altruismo. Là dove si ride, io non sono punto necessario; se non paresse un controsenso, vorrei dire che mi sento profondamente felice solo quando cápita, che so io? un naufragio un nubifragio una pestilenza, quando lavora il capestro o la ghigliottina, quando corrono le lettighe della Croce Rossa, quando scoppia un massacro o isquallidisce una carestia. Perchè il male degli altri è il mio mestiere: sono un filantropo, cioè un uomo che ha bisogno di veder soffrire.
La ragazza da marito:
Voi dunque potreste provvedermi uno sposo, ch'io soffro quanto mai d'esserne senza. Oggi purtroppo i giovini signori parlano prima col nostro banchiere che con noi. Quel parrucchiere diceva: Perchè ho preso moglie? Io mi domando: Perchè le ragazze non possono far a meno di prender marito?
La suffragetta:
Ve lo spiego subito, carina... perchè disprezziamo ancor tanto noi stesse da credere un uomo indispensabile alla nostra felicità. L'uomo è la creatura sopraffacente che per secoli ci ha premute sotto di sè! Baie! Non vogliamo più essere suppellettili! È finita l'epoca dei soprusi. Carina, venite con me su la piazza e grideremo ben forte! così forte che sappiano finalmente cos'è una donna quando grida! Perchè finora il torto di noi donne fu di starcene troppo zitte.
Il prete:
Signora suffragetta, è un bel pezzo che non venite a confessarvi; questo non mi piace. Sono disposto ad ammettere anche le vostre bizzarre idee, ma la Chiesa innanzi tutto! Sono disposto ad ammettere tutte le innovazioni, di qualsivoglia genere, purchè la Chiesa, cioè il prete, vada innanzi tutto. Per noi, pur troppo, soffia un vento di Fronda, e viene dalla Francia cattolicissima dove ci hanno derubati. Ma San Pietro è grande: la Francia se ne pentirà. Intanto noi ci preoccupiamo di gridare il crucifige a quell'oscena danza che si chiama (segno della Croce) il tango!