Devo confessarmi d'un peccato grave: sere fa mi son messo in abito secolare, con un po' di nerofumo su la tonsura, per appagarmi la curiosità satanica di veder ballato questo ballo in un luogo da saturnali... ma... devo essere schietto? speravo meglio, speravo meglio, dico la verità!
Sono i giornalisti che fanno la campagna, e forse tra poco verrà l'Enciclica: «Noli tangere.»
Il giornalista:
Per questa calunnia, venerabile prete, vi potrei facilmente denunziare all'Opinione Pubblica della quale sono il fabbricante, ma invece vi perdono da buon cristiano. Per conto mio sappiate che sono la tromba e non il trombettiere. Anch'io pur troppo devo ubbidire alle maggioranze, sopratutto alle maggioranze d'azionisti e d'abbonati. L'uomo che spende un soldo ha il diritto di confutare le nostre opinioni, e noi dobbiamo illustrare con molta varietà la vita ch'è monotona. Ogni giorno mettiamo in vendita qualche pagina di storia... la fabbrichiamo, si capisce! Credete voi che la storia succeda tutti i giorni? e sia quella che si chiama storia? Manco per ridere! La storia, sono i banchieri.
Il banchiere:
Per essere franco, io faccio solamente una cosa: i miei interessi. Può darsi che le nazioni faccian altrettanto, per il che si chiamino storia i bilanci attivi e passivi dei popoli.
Mi si accusa di speculare con il denaro altrui, ma in confidenza, cari amici, volete una definizione commerciale? Si chiama denaro la carta monetata che ingombra le tasche del prossimo, e risparmio, cioè moneta fuori corso, quel rame che abita presso di noi.
D'altronde, se accumulo ricchezza, non ho il tempo di goderla; se cerco il tempo di goderla, non ne accumulo più; adesso che son divenuto ricco, soffro di gotta e non digerisco niente; mio figlio è un fannullone libertino, sperpera quel che ho preso e lo rende alla società. Il denaro, fra gli uomini, è un fiume che non si ferma.
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(Mentre intorno al Palazzo della Borsa ferve con accanimento l'urlìo degli speculatori, il Compare, Cavaliere della Films, vede un povero cenciaiuoio che bestemmia, seduto sui gradini dell'Ospedale. Si sofferma, e gli fa l'elemosina )