L'affittacamere:

Vede, a casa la mi chiama zietta, e qui mi calunnia! Passavo, e la sento che ciarla su di me; allora vorrei dire soltanto questo: che quand'ero giovine facevo anch'io la ballerina...

***

(Di lì, vanno il Compare e la Comare verso una passeggiata piena di bella società mattiniera, ove tra gli altri camminano lato a lato un irresistibile ufficiale di cavalleria ed una signora molto elegante. Un'automobile dai vetri lucidi come specchi li segue a piccoli tratti lungo il filare d'alberi; per il viale s'incrociano pariglie dalle collane candide con motori che fremono di velocità contenuta; sotto gli alberi è tutto un chiacchierìo di dame con dami e d'istitutrici con bimbi; per il galoppatoio passano caracollando manipoli di cavalieri.)

L'ufficiale di cavalleria:

Il prestigio dell'uniforme? Che mai, Contessa! Ora si grida volentieri: — abbasso l'esercito! I borghesi ci applaudon solo quando c'è la sommossa in piazza o qualche torbido alla frontiera; non vogliono saperne di spese militari, però critican tutto e vorrebbero avere un esercito potente.

Lei sa che noi facciamo il mestiere di andare alla guerra... questo forse varrebbe la pena d'una certa considerazione, da parte di coloro i quali non vedranno la morte se non sotto la forma d'un aneurisma o d'un'indigestione. Insomma, se suona la carica, io vado avanti! mentre per i borghesi, tutte le fanfare suonano, ahimè! la ritirata! Non escludo che sia ragionevole, ma, che vuole?... non è molto militare!

Noi siamo ancora quelli che sappiam vivere con un'idea diversa da! denaro: appunto per questo dovrebbero darcene un poco di più.

Cosa ne dice Lei, Contessa?

La signora elegante: