Amano i fiori e con passione li stringono fra le braccia, ma il fiore tra le braccia dei morti si assidera. Quanto maggior profumo nelle camere dove le ghirlande sono poche! Per noi la morte più paurosa è quando mettiamo sotterra un becchino.

Fra la gente in nero v'è sempre un certo piccolo sorriso nascosto, che agli altri sfugge, ma che noi vediamo in grazia della nostra praticaccia, poichè dove c'è un morto, piccola o grande c'è sempre l'eredità.

De profundis... De profundis...

Il sampognaro:

Le mie sampogne son piene d'aria, con quest'aria mi riesce di far musiche variate; gli uomini credono ch'io «trovi» le mie canzoni, ma invece nell'aria tutte le canzoni «sono già». Non faccio che portarle ai vostri timpani, o signori che non sapete suonare la sampogna!

La padrona d'una casa di tolleranza:

Le scale mie si salgono con fede, si scendono con rimpianto: però si torna sempre. Si torna a dispetto, e forse in grazia, della spietata concorrenza che mi fanno altre scale.

Il fantino:

Quando penso che tutto consiste nel tagliare per primo il traguardo, mi avvedo che la vittoria non è mai questione di pazienza, sibbene di rapidità.

L'imbalsamatore di cani: