Il teatro non può star fermo quando canta la divetta Colibrì.

La signora che non ha mai avuto un amante:

E mio marito crede che l'abbia fatto per amor suo! No, è più semplice: ho tardato nel risolvermi ed ora mi sono avvezza a non avere un amante. La rinunzia d'una cosa che non si conosce può benissimo diventare un'abitudine... Chi non esercita una facoltà la perde; io mi sono dimenticata d'esercitare l'infedeltà. E siamo in molte ad aver commessa questa dimenticanza, molte più che non credano i fabbricatori di luoghi comuni.

Certe vite di donne sono aride, sterili, come giardini morti.

Il padrone del teatro delle pulci:

E qui s'impara come certi animalucci derisi abbiano spesso maggiori attitudini ad ammaestrarsi che una persona barbara la quale, per un lieve prurito, li schiaccia!

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(Ma frattanto venuta è l'ora che debbano a lor volta, Compare e Comare, fingere una parte nella Commedia, e mentre ancora qualche avventizia maschera sdottora e blátera dal proscenio, il buttafuori li richiama e li sollecita perchè vadano a travestirsi. Già parecchie volte nel decorso della Commedia la bellissima etèra Meridiana, ed il Cavalier Compare con lei, ha mutato i suoi regali abbigliamenti; anzi la famosissima per le sue favolose guardarobe etèra Meridiana, secondo il volgere d'ogni ora indossa una più bella e ricercata veste. Apparve da prima circonfusa d'un colore d'incipriato, in bianco raso e trasparenze di finissimo tulle con un corsaletto in cintola di così bionde squamme che pareva una ghirlanda intrecciata con spighe di biada e portava nella sua fibbia un gran mazzo di bei fiori d'argento. Poi di turchino si vestì, con pizzi d'Irlanda che ragnavano su la sua pelle delicata; poi di roseo, con orlature di piumoso cincilla e calzari di raso luccicante come una corteccia d'oro. Quindi mise una veste indefinita che nulla potrebbe somigliare tranne il muoversi d'un'acqua tetra qua e là percorsa da repentini guizzi di sole; poi mise un abito folto e greve, di velluto, sul quale nevicava una grande bianchezza d'ermellini, con un mazzo all'incrocio delle guaine, più sotto che la scollatura, di grandi fiori vampanti che parevano rose rosse.

Ora verrà semplicemente vestita, con i suoi meravigliosi capelli raccolti da un nodo solo, nudi gli avambracci fino al gomito, il collo terso che nascerà da un'apertura di leggera mussola, nè ingioiellata nè dipinta, quasi principessa che per iscopo di teatrare avesse voluto illeggiadrirsi nell'eleganza d'una suonatrice d'arpa.

Così ugualmente il sontuoso Cavalier Compare verrà nell'abito non negletto ma quasi umile d'un musicista ebbro d'ispirazione, con le sembianze atteggiate a quelle d'un romantico poeta che tutte abbia mandate a memoria le rime sospirose di Alfred de Musset.