Intanto proibisco a mia moglie di portare piume d'uccelli paradisi o pellicce alla moda; così, mentre diminuisco la strage di questi poveri animali, faccio anche una pietosa economia. Se mio figlio trapassasse con uno spillo una farfalla viva, credo che lo rinnegherei; l'uomo che cammina sopra un formicaio non può essere buon padre di famiglia e merita che lo si arresti.

Questa è la mia opinione.

***

(Il Cavalier Compare, da buon compare, gli dà tutte le ragioni e volentieri accede a far parte di questa lega operosissima la quale fra poco avrà salvato il bestial genere così dalle fruste come dalle roventi padelle dell'uomo. In quel mentre scocca fra le quinte il rimbalzo di due sonori schiaffi, ed un pover'uomo d'aspetto quasi cenobitico vien spinto a forza nel mezzo della scena da un attaccabrighe battagliero come Orlando, che dopo averlo percosso con virulenza, ora con enfasi lo deride.)

Lo spadaccino:

Sissignore! Le ho camminato sui piedi, le ho dato due schiaffi, adesso le sputo in faccia, e se non le accomoda, mi mandi due padrini!

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(Il Cavalier Compare, da buon Compare, libera il malcapitato e dà un poco di ragione a tutt'e due. Ma il cenobita rifiuta le armi e il mangia-spade non decampa, sicchè, udita la causa dell'incidente, il Cavalier Compare propone che la vertenza venga sottoposta ad un Giurì d'Onore. Le parti accedono. Il Cavaliere della Films li prega di sedere, nonchè di soprassedere a qualsiasi ulteriore commento su la faccenda, rimanendo chiuso nella più cavalleresca impassibilità fin tanto ch'egli vada in cerca di tre integerrime persone disposte a costituire il triumvirato salomonico.

Per avventura passa di lì un perito giudiziario al quale dal Cavalier Compare viene offerta la presidenza. Questi accetta, facendo nondimeno qualche premessa.)

Il perito: