Raccontano che le zitelle siano stizzose; non è vero; hanno vergogna, ma sono calme. Diventan rosse ove si parli di nozze, non per lo sposo ma per timore dell'ironia.
È una lunga storia l'amore, ma finisce; finisce quasi brutalmente, come una ruvida poesia. Un giorno lo specchio ci dice: basta. E se non è lo specchio è l'anima, la quale s'accorge d'essere stanca. Il sentimento compie la sua parabola, mentre l'egoismo lo vince a poco a poco.
Innamorata, fui molte volte: di me stessa, che non piacqui a nessuno, e di tutti gl'innamorati che vidi, nella mia vita grigia come polvere, amare un'altra...
Mi pareva d'essere in una stanza buia e di guardare, traverso le fessure dell'uscio, in una grande inebbriante festa da ballo, tutta fiori lascivie musica e baci. Tra quel buio languivo di sperdimento...
Ma ora il ballo è finito, la sala sgombra, i candelabri muoiono. Entro e vedo per terra qualche fiore appassito, qualche trina lacera; su la tastiera del cembalo sembra che dormano due mani pesanti; qualche violoncello ha le corde rotte, filtra l'alba, i candelabri sono morti.
La storia d'una ragazza vecchia è sempre un'immagine, perchè le sue voluttà non furono che sogni.
***
(Quivi ritorna il Cavalier Compare, in elegante abito da passeggio, discorrendo con un signor grave in tuba e marsina che lo intrattiene d'argomenti serii.)
Il socio della Lega per la protezione degli animali:
Ho veduto stamane un pavone senza coda, un'anitra zoppa, un asinello gonfio di bastonature, un uccellino in gabbia, un luccio agonizzante, la coda d'una volpe conservata come trofeo... nè saprei dire quanti altri segni delle inique torture che l'uomo infligge al regno animale. Soltanto il popolo inglese ha leggi draconiane contro chi sevizia le creature inferiori, e questa non è l'ultima fra le ragioni che lo condussero all'egemonia. Terrò su l'argomento una conferenza.